Un itinerario circolare di 12 giorni tra deserti di lava, crateri fumanti, cascate tumultuose, spiagge cupe e ghiacciai imponenti. Immersi nei suoni armoniosi di una natura prorompente, viaggerete attraverso una terra misteriosa e affascinante capace di mettere a dura prova la vostra capacità di adattamento. Un viaggio che vi ricorderà continuamente che perdersi è l’unico modo per ritrovarsi.

Periodo: Luglio 2018

Mezzo di Trasporto: Campervan

Pernottamento: Campeggio

Considerato che in Islanda i campeggi sono tantissimi e ben tenuti, per contenere i costi e muoversi in completa libertà, la nostra scelta è ricaduta sul tipico campervan islandese, non solo per gli spostamenti ma anche per il pernottamento. Noi personalmente abbiamo scelto i van di Affordable Campers, che offrono mezzi decisamente ben attrezzati con letto smontabile, materasso, biancheria, riscaldamento, frigorifero e attrezzatura da cucina, ma la scelta è veramente ampissima. I campeggi, scelti su Nat.is, avevano sicuramente diversi livelli di comfort e di impatto scenografico ma tutti hanno garantito un’immersione completa nella natura che, in alcuni casi, ci ha decisamente lasciato senza fiato.

Molti vi diranno che un viaggio in Islanda valga la pena solo in inverno, per via dell’aurora boreale, ma possiamo assicurarvi che si sbagliano di grosso. Luglio è decisamente un periodo perfetto per godersi a pieno questa terra straordinaria, con le sue giornate lunghissime, le temperature costanti e le precipitazioni contenute, anche se decisamente non assenti.

Se volete affrontare un viaggio come il nostro, nella vostra valigia (o nel vostro zaino, a voi la scelta) non possono mancare: una buona giacca a vento impermeabile con cappuccio, un pile, un cappello, un costume da bagno, un binocolo, una mappa stradale (noi abbiamo scelto la Michelin) e delle scarpe da trekking con suola in vibram che resistano alla lava tagliente. Inoltre, se dormire con la luce non fa per voi, non dimenticatevi la mascherina per gli occhi. Preparatevi a strade sterrate ben tenute ma imprevedibili a causa del meteo variabile e a benzinai e supermercati non uniformemente distribuiti sul territorio (quindi occhio ai rifornimenti!).

Abbiamo accompagnato il vostro viaggio con la deliziosa lettura di Iperborea, “Atlante leggendario delle strade d’Islanda”, una piacevole immersione nelle leggende di questa terra magica e surreale attraverso i luoghi del nostro itinerario. Ci siamo lasciati suggestionare da folletti, troll, spettri, stregoni e altre affascinanti creature fantastiche.

GIORNO 1 La Penisola di Reykjanes Reykjavík -> Selfoss – 200km

Leggete il diario di viaggio sulle note di Ólafur Arnalds

Siamo troppo impazienti di immergerci in queste terre selvagge, quindi giusto il tempo di recuperare il campervan e fare la spesa (da Bonus ovviamente) e ci lasciamo subito alle spalle la città di Reykjavík, nella quale abbiamo soggiornato per la notte dopo essere atterrati. Prima tappa è il ponte tra due continenti (Brú Milli Heimsálfa) che mostra la separazione tra la placca europea e quella americana in uno scenario affascinante e desolato. Una breve deviazione dalla statale per una bella passeggiata ristoratrice al Reykjanesviti, il faro della penisola, e all’area geotermica di Gunnuhver, per poi dirigerci al parco delle solfatare di Seltún.

Ultima tappa ai laghi Kleifarvatn e Graevatn per poi sfrecciare dritti dritti al campeggio di Selfoss, poco scenografico ma decisamente ben attrezzato con docce calde e ampia area comune al coperto. Decidiamo di trascorrere una serata calcistica godendoci l’accattivante partita dell’UMF Selfoss nello stadio adiacente il campeggio. Prima di addormentarci ripensiamo ai campi di lava che ci hanno affascinato durante il tragitto, alle scogliere desolate della penisola e ai bellissimi colori pastello della terra delle solfatare.

GIORNO 2 Il Circolo d’oro Selfoss -> Hamragarðar – 240km

Prima tappa è il parco nazionale di Þingvellir, vallata dove si riuniva l’antico parlamento islandese. Ci facciamo affascinare dalla storia di questo luogo straordinario, figlio della deriva di continenti, con profonde falesie e una vista dall’alto mozzafiato. Proseguendo ci dirigiamo all’area dei geyser, dove Strokkur ci accoglie a braccia aperte con le sue eruzioni frequenti. Uno spettacolo maestoso che non mancherà di sorprenderci, dopotutto non capita tutti i giorni di vedere un fenomeno naturale così imponente. Immancabile la sosta a Gullfoss, dove diamo un’immagine chiara alla definizione di “cascata fragorosa”. La grandiosità di questo canyon e le sue acque tumultuose ci sconvolgono, ci inzuppano e non tardano a darci un leggero senso di vertigine. Ultima tappa la deliziosa cattedrale di Skálholt, che ci catapulta in un’atmosfera mistica e silenziosa.

A questo punto ci dirigiamo al campeggio più scenografico di tutta la vacanza seppur poco confortevole, Hamragarðar. Conquistiamo una postazione perfetta per il nostro campervan, vicina a bagni e docce e con vista sulle splendide cascate Seljalansfoss e Gljúfrafoss, e andiamo a farci due chiacchiere con la giovane italiana addetta al campeggio che si è trasferita in Islanda per la stagione lavorativa. L’area ristoro è al coperto ma non ordinatissima e le docce, relegate in una struttura separata in legno, non ci riscaldano le membra stanche. Ma addormentarsi con la vista sulla cascata non ha prezzo e ci imprime comunque nella memoria questa sosta.

GIORNO 3 Rotolando verso sud Seljalansfoss -> Kirkjubaer II – 150km

Non abbiamo dubbi sul fatto che la prima attività della giornata sia raggiungere a piedi le cascate che ci hanno fatto da scenografia al risveglio. La volontà di rimanere asciutti è molto forte, ma camminare dietro una cascata è troppo irresistibile e così non ci rinunciamo. La prossima tappa è decisamente poco battuta e siamo preoccupati di non trovare la strada. Ma la presenza di altri viaggiatori e di locali ci aiuta a raggiungere uno dei tesori del viaggio: la piscina Seljavallalaug. E’ davvero emozionante immergersi nelle acque calde di questa antica piscina con un paesaggio mozzafiato a farle da cornice. Alla fine rimaniamo soli nel silenzio assoluto di questo posto magico al di fuori dal tempo e ci spezza il cuore dover proseguire il nostro viaggio. A questo punto, quale miglior posto per un pranzo con vista se non la cascata Skógafoss? Ci entusiasmiamo all’idea di non esserci fatti spaventare dalla salita perché al di là di questa cascata fragorosa si nasconde un vero e proprio gioiello dalla vista impagabile: un maestoso canyon che ci regala una splendida passeggiata ristoratrice. Direzione promontorio di Dyrhólaey per il nostro primo incontro con i pulcinella di mare. Chi se lo sarebbe aspettato che queste goffe ma deliziose creature fossero dei soggetti fotografici così disciplinati? Rimaniamo affascinati dalla cupa spiaggia nera di Reynisfjara e dalle vertiginose scogliere lambite dalle onde del mare artico. Ci accoglie il campeggio Kirkjubaer II, confortevole e ben attrezzato, decisamente uno dei migliori della vacanza.

GIORNO 4 Alle pendici del Vatnajökull Kirkjubaer II -> Höfn – 210km

Ci svegliamo con la consapevolezza che quella di oggi sarà sicuramente una giornata indimenticabile, visto che per prima volta vedremo ghiacciai di dimensioni imponenti. La strada per raggiungere Skaftafell è straordinaria, con il ghiacciaio che si staglia sullo sfondo di un immenso deserto di lava. Il parco regala la gioia inaspettata di camminare a pochi passi dal ghiacciaio Skaftafellsjökull che con i suoi colori sporchi è semplicemente grandioso. Dopo aver ascoltato con stupore il suono fragilissimo ed emozionante del ghiaccio che si spezza e cade in mare, prendiamo il sentiero per la bellissima cascata Svartifoss, incorniciata da colonne di basalto nere scolpite a regola d’arte. Riprendiamo la macchina per visitare Svínafellsjökull che ci regala uno scorcio intimo e di rara bellezza. E quando credi di non poterti più stupire di niente, arriva nella tua vita Jokursarlon, la laguna degli iceberg. Un luogo incantato, di una bellezza struggente, dove non puoi fare a meno che rimanere ore in silenzio ad ammirare la leggiadria degli iceberg e ad ascoltare il dolcissimo suono del ghiaccio, sognando di poter rimanere lì per sempre. Dopo aver fatto amicizia con una foca, ci regaliamo l’ultima tappa della giornata, Diamond beach, dove gli iceberg vanno a riversarsi su una misteriosa spiaggia nera, luccicando come tanti diamanti preziosi.

A Höfn ci aspetta un campeggio ben attrezzato, dove riusciamo ad aggiudicarci una buona postazione su una piccola collinetta che ci regala una bella vista sul paesaggio circostante.

GIORNO 5 La via delle terre dell’est Höfn -> Seyðisfjörður – 260km

Ormai abbiamo imparato che non c’è modo migliore di iniziare la giornata di un bel sentiero per raggiungere una cascata nascosta. Dopo una breve tappa intermedia al villaggio di pescatori di Djúpivogur, ci incamminiamo quindi alla scoperta di Litlanesfoss e Hengifoss. Il sentiero regala delle salite abbastanza sfiancanti ma la meta vale decisamente la pena. Il salto delle cascate è incorniciato da dei veri e propri anfiteatri basaltici e Hengifoss vanta una policromia decisamente unica. A questo punto, dopo aver rinunciato a raggiungere Mjóifjörður a causa dello sterrato faticoso, ci dirigiamo verso Seyðisfjörður. Dopo un passo di montagna nebbioso e affascinante approdiamo in un villaggio dai colori vivaci affacciato su un mare calmissimo.

Prendiamo posto al modesto campeggio centrale e ci facciamo una passeggiata per il centro con i suoi deliziosi edifici in stile norvegese. Quando scopriamo che il giovane addetto al campeggio è italiano non manchiamo di parlargli della ragazza di Hamragarðar. Ogni tanto ci chiediamo ancora se l’abbia davvero chiamata come promesso. A fine giornata, nell’area comune del campeggio, ci imbattiamo in un volantino che pubblicizza un festival culturale cittadino, Lunga, che si tiene proprio in quei giorni all’Herdubreid Art & Community Center. La mia passione morbosa per il teatro ci catapulta in un batter di ciglia nel bel mezzo di uno spettacolo di improvvisazione, circondati da giovani islandesi decisamente eccentrici. Seyðisfjörður, da tappa inizialmente non prevista, si trasforma nella più inaspettata e coinvolgente.

GIORNO 6 Il potere dell’acqua Seyðisfjörður -> Hlíð – 340km

E se Gullfoss ci era sembrata maestosa era solo perché ancora non conoscevamo Dettifoss, la cascata più imponente d’Europa. Dopo aver sfrecciato con il nostro campervan in un paesaggio lunare indimenticabile, lo spettacolo dell’acqua che scorre vorticosa sui campi di lava per poi gettarsi nell’abisso è sconvolgente e vertiginoso, forse anche a causa del rumore che ti travolge con violenza. Una breve sosta ad Ásbyrgi, dove uno degli otto zoccoli del cavallo di Odino pare abbia accidentalmente colpito la terra durante la sua corsa, per poi superare la penisola di Tjörnes e immergere le membra stanche e infreddolite nelle piscine geotermali naturali del lago Mývatn. L’abbraccio dell’acqua a 40° delle terme Jarðböðin við Mývatn è stata una delle esperienze più piacevoli del viaggio, considerata anche la vista incantevole sul lago. Il Mývatn ci regala scorci da cartolina anche al campeggio di Hlíð, dove per fortuna i tanto temuti moscerini non hanno rovinato il nostro soggiorno a dir poco scenografico.

GIORNO 7 La regione del lago Mývatn Hlíð -> Laugar – 80km

Possiamo decisamente affermare che la regione del lago Mývatn è una delle più incantevoli e poetiche dell’itinerario, con i suoi paesaggi dai colori delicati e i contorni morbidi. Non a caso è la meta prediletta dagli islandesi per le vacanze e le gite fuori porta. Iniziamo la prima giornata di pieno sole del viaggio esplorando gli immensi campi di lava del Krafla, uno dei vulcani più attivi d’Islanda. Lo spettacolo è infernale con il maestoso massiccio sullo sfondo e il risultato del suo potere distruttivo stagliato ai suoi piedi, a perdita d’occhio. Facciamo una breve passeggiata sui bordi del cratere Vìti per ammirare il lago del colore del cielo al suo interno per poi dirigerci alla zona geotermica di Hverir. Abbiamo ancora gli occhi pieni di quei colori caldi e accoglienti e di quella atmosfera surreale. Imperdibile la scalata della montagna vulcanica Nàmafjall che permette di dominare dall’alto l’affascinante paesaggio lunare circostante.

Dopo essere rimasti incantati dalle limpide acque della grotta Grjótagjá ci dirigiamo a Hverfjall che ci regala una emozionante passeggiata circolare sulla bocca di un vulcano inattivo di dimensioni consistenti. Siamo grati di non esserci fatti scoraggiare dalla salita impervia perchè il paesaggio lavico è da lasciare senza fiato. Soprassediamo sulle formazioni laviche di Dimmuborgir che non ci sentiamo di consigliare e arriviamo direttamente alla tappa finale della giornata, una piacevole passeggiata tra gli pseudo-crateri che offrono una vista incredibile sulle acque del lago Mývatn in un’atmosfera decisamente bucolica.

A questo punto raggiungiamo il campeggio più assurdo e inaspettato della vacanza, il Dalakofinn a Laugar, adiacente i campi sportivi del paese. Ci facciamo una doccia ben poco ristoratrice negli spogliatoi del campo e ci rifocilliamo in una area comune totalmente deserta. Essendo gli unici fruitori della struttura non sappiamo se provare inquietudine o godere del silenzio assordante.

GIORNO 8 Emozioni a misura di balena Laugar -> Hofsós – 200km

Decidiamo di sentirci più vicini agli Dei raggiungendo Goðafoss che unendo l’eleganza alla grandiosità e all’imponenza risulta molto meno terrificante e vertiginosa delle grandi cascate incontrate finora. Non riusciamo però a trattenerci a lungo, perché siamo troppo impazienti di raggiungere Dalvìk dove la Arctic Sea Tours ci aspetta per una indimenticabile escursione in mare in compagnia delle balene. Essendo la prima esperienza del genere, siamo pienamente convinti che vedere una balena sia un’occasione rara, quindi ci teniamo pronti per dei brevi incontri fugaci. Immaginate quindi la nostra incontenibile emozione quando ci troviamo letteralmente circondati da una decina di dorsi e code eleganti, a malapena riusciamo a parlare. Ma ancora non sapevamo che il salto di un esemplare fuori dall’acqua ci avrebbe lasciato impietriti e senza fiato. E’ decisamente uno degli spettacoli della natura più emotivamente coinvolgenti, per chi ha la fortuna di goderne. Il rientro dalla zona di avvistamento prevede una breve sessione di pesca in mare aperto con succulenta grigliata del risultato.

Ci dirigiamo con il cuore ancora pieno dell’esperienza appena vissuta ad Hofsós, dove ci aspetta una della piscine più belle d’Islanda, con la sua meravigliosa vista sul fiordo. A causa della temperatura dell’acqua delle vasche non sempre ottimale, dobbiamo attendere la doccia per ristorare a dovere le nostre povere membra infreddolite. Il campeggio di Hofsós, pur non disponendo di un’area comune coperta, dà la giusta conclusione a questa meravigliosa giornata con la sua bella vista.

GIORNO 9 Penisola di Vatnsnes Hofsós -> Hvammstangi – 220km

Iniziamo la giornata con un vero e proprio tuffo nel passato visitando la fattoria in torba di Glaumbær e la Vidmyrarkirkja. L’atmosfera bucolica e rilassante ci catapulta in uno spazio senza tempo e ci regala una mattinata ristoratrice.

Dedichiamo poi la restante parte della giornata all’avvistamento di colonie di foche esplorando la penisola di Vatnsnes. Non incontravamo questi animali curiosi dalla magica laguna degli iceberg e siamo grati di godere di nuovo della loro simpatica goffaggine. Purtroppo, a causa dello sterrato impertinente e della pioggia, il tragitto non è del tutto rilassante, ma i paesaggi sono un vero godimento per gli occhi. Il campeggio di Hvammstangi ci offre una ampia sala comune con cucina per la cena ma non la disponibilità di docce sul posto.

GIORNO 10 La via delle terre dell’ovest Hvammstangi -> Ólafsvík – 260km

A causa del tempo inclemente che ci impedisce di fare l’escursione dell’emblematica Kirkjufel, la giornata ci consente esclusivamente di avvicinarci alla penisola di Snæfellsnes che esploreremo il giorno successivo. Tuttavia non ci annoiamo a godere degli splendidi paesaggi che ci offre la strada percorsa. Dopo aver scartato il deludente campeggio di Hellissandur, approdiamo al delizioso villaggio di Ólafsvík con il suo campeggio ben attrezzato e dalla splendida vista. Non ci facciamo mancare la sorprendente passeggiata per i sentieri della valle circostante.

GIORNO 11 La penisola di Snæfellsnes Ólafsvík -> Akranes – 230km

I paesaggi offerti dalla penisola di Snæfellsnes, sovrastata dal suo immenso vulcano Snæfellsnesjökull, sono semplicemente impareggiabili, tra campi di lava sterminati, morbidi vulcani, scogliere vertiginose, spiagge da sogno e rocce antropomorfe. Per prima cosa godiamo del contrasto unico tra la sabbia dorata e le scogliere laviche della spiaggia di Skarðsvík, per poi dirigerci al faro Svörtuloft ad avvistare uccelli e balene in uno scenario da fine del mondo. Dopo una sosta al cratere di Saxhòll per godere del paesaggio lunare circostante, approdiamo alla meravigliosa spiaggia di Djúpalónssandur, con i resti arrugginiti di una vecchia barca naufragata e i massi per testare la forza dei marinai. I dintorni ci offrono un’escursione molto suggestiva avvolti dai suoni ipnotici del mare del nord.

Ci concediamo poi una lunga passeggiata tra le rocce antropomorfe di Londrangar, partendo dal faro Malarrif. Ultima tappa Ytri Tunga, dove avvistiamo una numerosa e rilassata colonia di foche a una distanza molto ravvicinata. L’ultimo campeggio del viaggio ad Akranes non offre servizi eccellenti. Decidiamo quindi di concederci l’unica cena al ristorante della vacanza al Gamla Kaupfélagið, optando per una deliziosa zuppa di salmone.

GIORNO 12 Reykjavík Akranes -> Reykjavík – 40km

L’ultima tappa del viaggio non poteva che essere dedicata alla deliziosa capitale. La città è facilmente percorribile a piedi e sorprende per l’aspetto giovane e mondano. La sua modernità è umile e ben integrata nel contesto, risultando facilmente accettabile. Non ci facciamo mancare una passeggiata nella città vecchia e nel porto, l’Harpa Conference Center e la Hallgrìmskirkja.

Non appena saliamo sul volo che ci riporterà a casa già sentiamo la mancanza di questa terra antica e inospitale, che ha estasiato i nostri sensi con colori, suoni e odori fino ad allora sconosciuti. Portiamo a casa con noi il profondo rispetto di questi abitanti per una natura difficile, con la quale convivono, non senza sforzo, armoniosamente, assecondandone il potere dominante e smisurato.

Through a crack in Mother Earth,
Blazing hot, the molten rock

Spills out over the land.
And the lava’s the lover who licks your boots away. Hey! Hey! Hey!
If you don’t want to boil as well.
Better start the dance
Do you want to dance with me.

Dance on a Volcano – Genesis

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A presto e Buon viaggio!!

Chiara

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Nutrita dall’amore per la diversità e da una curiosità morbosa, giro il mondo con mezzi modesti alla ricerca della purezza e dell’essenzialità dell’arte del viaggio.

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Desiderio di andare altrove, oltre il proprio mondo. Intensa voglia di autosviluppo personale attraverso la scoperta dell’ignoto, affrontando sfide impreviste e conoscendo culture e stili di vita sconosciuti.

Le regole dell’itinerario perfetto

Viaggio “di stagione” Ci sono mete godibili solo in determinati periodi dell’anno e mete che, in base alla stagione, consentono itinerari di diversa natura. Cerca di avere sempre chiaro quando vuoi, o puoi, viaggiare prima di scegliere la tua destinazione. E se c’è una meta che proprio non vuoi perderti, assicurati di visitarla nel giusto periodo. http://www.quandoandare.info/ è il sito ideale per una pianificazione ponderata.

Viaggio consapevole Non pianificare mai un viaggio senza aver chiara la situazione sanitaria e politica della tua destinazione. Evita sempre mete instabili politicamente o per le quali sono consigliate precauzioni che non vuoi prendere. Non sottovalutare le informazioni atte a garantire la tua sicurezza e informati sempre sui documenti necessari al tuo viaggio. http://www.viaggiaresicuri.it/ è il sito della Farnesina fondamentale per una pianificazione consapevole. Se viaggi in un paese extra-europeo, sottoscrivi sempre un’assicurazione sanitaria con copertura adeguata e non dimenticare mai di iscriverti su http://www.dovesiamonelmondo.it/.

Viaggio strutturato Prenota sempre il mezzo che ti porterà a destinazione e che ti ricondurrà a casa solo dopo aver delineato la struttura dell’itinerario, così da non dover rinunciare a nessuna delle tappe o da non dover prolungare inutilmente delle permanenze. Prendi in considerazione gli alloggi fin dalla fase iniziale di progettazione, soprattutto quando carenti o pericolosi per il budget.

Viaggio sostenibile Cerca di pianificare il viaggio limitando l’impatto ambientale al minimo e sostenendo le comunità locali in ogni tua scelta. Preferisci il treno alla macchina e all’aereo, i campeggi, gli appartamenti e i B&B agli hotel, le attività artigianali o a conduzione familiare alle grandi catene, la bassa e media stagione alla alta. E se proprio non puoi fare a meno dell’auto, prediligi un mezzo ibrido e con cambio automatico. E se proprio non puoi evitare l’alta stagione, escludi le mete più gettonate o opta per gli orari meno affollati.

Viaggio equilibrato Non limitare l’itinerario alle attrazioni turistiche, ma cerca di creare un buon bilanciamento tra attività ricreative, immersive o di scambio culturale. Gli itinerari meno battuti sono quelli che regalano le soddisfazioni più grandi e che contribuiscono a rendere un viaggio personale e indimenticabile.

Viaggio fattibile Non porti obiettivi irrealizzabili e cerca di creare tappe ben dosate per evitare sovraccarichi in termini di spostamenti o attività. Meglio una giornata poco carica che possa permetterti di ripianificare, recuperare tempo in caso di imprevisto o di godere maggiormente di una specifica attività.

Viaggio rispettoso Rispetta sempre le regole comportamentali previste dal paese che ti ospita, legali, spirituali, culturali o ambientali che siano. Apriti nei confronti della diversità, imparando a conoscerla senza pregiudizio. Entra in contatto con i locali con rispetto, empatia e naturalezza.