Un itinerario circolare di 10 giorni alla scoperta dell’anima più mistica e selvaggia di una terra seducentemente solitaria. Coccolati da un popolo dal senso dell’ospitalità particolarmente spiccato, attraverserete paesaggi malinconici, abitati da cupi monasteri e castelli incapaci di lasciarsi alle spalle il passato avvincente. Lasciatevi ammaliare dal lento scorrere del tempo, scandito dal ritmo di una ballata vivace che penetra così a fondo da fare male.

Periodo: Aprile 2017

Mezzo di trasporto: Auto

Pernottamento: Guesthouse, B&B

Abbiamo scelto di noleggiare un’auto come mezzo di trasporto per esplorare il paese, decisi a prendere confidenza per la prima volta con la guida a sinistra. Muoversi nei centri cittadini può rivelarsi un po’ difficoltoso, ma, una volta imboccate le strade meno frequentate, l’abitudine non tarda a prendere il sopravvento. Preparatevi anche alla sensazione inaspettata di guidare dalla parte sbagliata della strada una volta tornati a casa.

Non fatevi trarre in inganno dalla posizione nordica, l’estate non è assolutamente il periodo migliore per visitare l’Irlanda, in quanto le piogge sono decisamente proibitive. Aprile è un buon compromesso, con le temperature che cominciano a salire e le piogge ai minimi annuali.

Se volete godervi un viaggio come il nostro, nella vostra valigia (o nel vostro zaino, a voi la scelta) non possono mancare: una buona giacca a vento impermeabile con cappuccio, un pile, un cappello, una mappa stradale e delle scarpe da trekking comode e impermeabili.

Tenete d’occhio Spotted by Locals per rimanere sempre aggiornati sugli angoli più promettenti di Dublino. Il sito, se non lo conoscete, raccoglie, per ogni città del proprio archivio, i consigli dei locali in merito ad Arte e Cultura, Musica, Shopping, Relax, Bar e Ristoranti.

Accompagnate il vostro viaggio con il capolavoro dandy di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray. Un classico senza tempo capace di catapultarvi in un mondo dal fascino pericoloso e conturbante, a tratti squallido e disturbante, per ricordarvi quanta oscurità sareste disposti ad accettare per ottenere quello che volete.

Leggete il diario di viaggio sulle note del folk punk dei Modena City Ramblers che coniugano uno spirito rivoluzionario e provocatorio alla malinconia dignitosa delle terre d’Irlanda. “In un giorno di pioggia” e “I cento passi” sono i loro capolavori più delicati e commoventi.

GIORNO 1 The Weight of Knowledge Dublino

Atterriamo in una Dublino sonnolenta con una voglia irresistibile di gettarci tra le vie del centro. Iniziamo dall’imponente complesso del Trinity College che fa impallidire col suo fascino malinconico. Imperdibile la grandiosità della Old Library con la sua scricchiolante e austera Long Room, dove i vecchi volumi si stagliano a perdita d’occhio sugli scaffali e i busti marmorei raffiguranti gli irlandesi più preziosi fanno percepire tutta l’inquietudine del sentirsi osservati. Passeggiando per il campus silenzioso staniamo, poi, la scultura Sphere Within a Sphere e il Samuel Beckett Theatre, sede di innovazione e sperimentazione artistica. Dopo aver ammirato il prezioso Book of Kells, facciamo tappa al St Stephen’s Green, accecati dai colori di una vegetazione particolarmente florida, per poi far visita alla statua di Oscar Wilde a Merrion Square.

Passiamo la nostra prima serata dublinese nel vivace quartiere culturale di Temple Bar. Tra opere di street art frizzanti e pinte di birra e sidro a fiumi, tiriamo tardi senza il minimo segno di stanchezza, sulle note della tradizionale Whiskey in the Jar.

GIORNO 2 Guinness Dublino

Iniziamo la giornata con l’esplorazione del Dublin Castle, dallo stile architettonico variegato e a tratti confuso, per poi dirigerci verso le concorrenti Christ Church Cathedral e St Patrick’s Cathedral. Fatichiamo a decidere quale delle due ci abbia affascinato di più, la prima con la sua dignità ammaliante e la seconda con il suo contesto intimo e bucolico. Dopo un pranzo al sacco nel St Patrick’s Park, ci intrufoliamo nella imperdibile Marsh’s Library, dove ci lasciamo conquistare dall’aspetto autentico e polveroso e dall’odore inebriante. Passiamo il pomeriggio nel Guinness Storehouse dove, oltre approfondire il processo produttivo del birrificio, è possibile ammirare un panorama mozzafiato della città dal Gravity Bar, gustando una pinta dalla schiuma cremosa. Dopo una passeggiata al Phoenix Park, ceniamo nel centro cittadino e acquistiamo un disco di musica folk irlandese sulla via di ritorno, conquistati dall’energia e dal talento di un gruppo di musicisti di strada.

GIORNO 3 Military Road Dublino -> Kilkenny – 175km

Inauguriamo la mattinata con il profondo disagio della guida a sinistra, che ci crea non poche difficoltà di adattamento. Appena usciti dalla città, ci accoglie il paradisiaco panorama dei monti Wicklow, dai colori morbidi e accoglienti e la cui acqua rappresenta uno degli ingredienti segreti della Guinness. Sostiamo all’affascinante sito di Glendalough, dove vaghiamo tra le suggestive rovine di un monastero al di fuori del tempo. Il silenzio religioso è interrotto solo dal belare delle pecore e invita alla meditazione più profonda. La passeggiata attorno ai laghi è rigenerante e si conclude con un’ampia vallata dalla fauna rigogliosa dove assistiamo all’impresa di uno scalatore folle.

Raggiungiamo il nostro alloggio nel delizioso villaggio medievale di Kilkenny, dove facciamo fatica a trovare un ristorante disposto a darci un pasto vista l’ora tarda.

GIORNO 4 Tipperary County Kilkenny -> Killarney – 205km

Passiamo la mattinata esplorando le bellezze di Kilkenny, con il suo maestoso castello, la cupa cattedrale e le botteghe colorate. Ci dirigiamo, poi, verso la suggestiva e imperdibile Rocca di Cashel, incastonata in una pianura solitaria e brumosa. Perdersi tra le rovine malinconiche accende emozioni pericolose, riportando a galla paure ancestrali ed esperienze dimenticate. Fatevi affascinare dall’atmosfera mistica e misteriosa e troverete il vostro posto nel mondo. Dopo aver socializzato con delle fedeli mucche pezzate, concludiamo la giornata alloggiando nella accogliente Killarney, dopo aver combattuto con un fastidioso malfunzionamento dei tergicristalli per tutto il viaggio.

GIORNO 5 Ring of Kerry Killarney – 190km

Perdiamo un bel po’ di ore al garage dell’intraprendente Tom Murphy tentando, invano, di riparare il guasto alla centralina che costringe i nostri tergicristalli a rimanere attivi costantemente. Nonostante il fastidioso intoppo, decidiamo di esplorare comunque lo spettacolare Ring of Kerry, che con i suoi panorami da cartolina ci fa desiderare di cambiare la nostra vita per sempre. Tra villaggi di pescatori, scogliere vertiginose, rocche abbandonate e paesaggi da sogno passiamo una giornata incantevole, godendo del suono musicale del vento. Non perdetevi il Ballycarbery Castle e i Ring Forts, dal misticismo accattivante, e le Kerry Cliffs che fronteggiano le incontaminate Skellig Islands, nel cui remoto monastero sono state girate le iconiche scene di un episodio di Star Wars. Rientriamo a Killarney, dopo esserci lasciati suggestionare dalle meraviglie del crinale atlantico tra Waterville e Caherdaniel. Passiamo la serata con la musica dal vivo di qualità del Courtney’s Bar.

GIORNO 6 Driving north Killarney -> Doolin – 205km

Dedichiamo la giornata al Killarney National Park, iniziando dal cupo Ross Castle, continuando con la suggestiva Muckross Abbey e concludendo con la grandiosa Muckross House. Ci lasciamo sorprendere dal grande tasso che domina il chiostro dell’abbazia e dalla consapevolezza che ogni sito, nonostante il sapore comune, non sia mai ridondante, con la sua atmosfera unica e irripetibile. Dopo una sosta per recuperare un’auto sostitutiva rossa fiammante, vista l’impossibilità di riparare il guasto, corriamo verso la tappa più indimenticabile del viaggio, Doolin, un villaggio misterioso e senza tempo, sferzato dalle onde dell’Atlantico e frequentato dai migliori gruppi di musica folk irlandese. Passiamo la serata con una cena dall’alto contenuto calorico in un pub affollatissimo, cullati da musica vivace e fiumi di birra. Cerchiamo di dormire sereni, nonostante il cimitero che fronteggia il nostro alloggio si appresti a tormentare i nostri sogni.

GIORNO 7 Aran Islands Doolin

Dopo una abbondante colazione irlandese, preparata dalla nostra splendida affittacamere, ci imbarchiamo titubanti per Inishmòr, terrorizzati dalle onde possenti che agitano l’oceano. Il nostro stomaco resiste eroicamente alla tratta decisamente provocatoria e la nostra meta ci premia accogliendoci inondata dal sole, come un’oasi paradisiaca. Noleggiamo delle biciclette per esplorare gli aspri dintorni, ritrovandoci catapultati come per magia nella prima giornata primaverile del viaggio, mentre intorno la tempesta imperversa. Ci lasciamo contagiare dai ritmi lenti, dal contatto prepotente con la natura, dalle scogliere dignitose e dalla serenità delle colonie di foche immuni alla percezione del tempo. Non dimenticheremo facilmente la sensazione di onnipotenza che si è appropriata di noi al Dùn Aengus, un forte di pietra che si staglia a picco sul mare su una scogliera imponente. Dopo aver scorto da lontano la grotta degli Horcrux di Harry Potter, rientriamo doloranti ma felici, coccolati da sogni invidiabili.

GIORNO 8 Burren Doolin -> Galway – 100km

A breve distanza da Doolin si trova lo spettacolo della natura per eccellenza, le scogliere più grandiose dell’isola, le Cliffs of Moher. Godiamo orgogliosi della passeggiata lungo il sentiero che corre lungo tutto il crinale fino a Hag’s Head, consapevoli di essere di fronte ad una scenografia di suprema e irrepetibile bellezza. Le onde che si infrangono fragorosamente sono delizia per le nostre orecchie e ci cullano tra l’inquietudine e la serenità. Lasciamo con rammarico questo luogo incantevole, inconsapevoli delle sorprese che ci avrebbe riservato il paesaggio lunare del Burren. La tappa al Poulnabrone Dolmen ci catapulta in un mondo parallelo, distopico e onirico, mentre il Dunguaire Castle ci fa illudere di essere incastonati nella scenografia di un pluripremiato film in costume.

Rimaniamo incantati dalla vivace Galway, con la sua intensa vita culturale e le sue splendide abitazioni in riva all’oceano. Assaggiamo con disgusto le pregiate ostriche dell’Atlantico, rifacendoci poi la bocca con qualcosa di più affine al nostro palato.

GIORNO 9 Connemara Galway – 180km

La giornata si consuma amabilmente con l’esplorazione del selvaggio Connemara National Park. Tra baie delicate, laghi solitari e aspre vallate ci godiamo lo scorrere placido del tempo, senza un obiettivo preciso se non farci attraversare dai pacifici rumori della natura e farci ammaliare dalla Sky Road. Pranziamo nell’incantevole Clifden con del pesce freschissimo per poi soffermarci ad ammirare l’elegante Kylemore Abbey. Torniamo a Galway per passare la notte, rigenerati e soddisfatti di aver ritrovato noi stessi.

GIORNO 10 Slàn! Galway -> Dublino – 210km

Sulla strada per Dublino ci fermiamo al remoto e antichissimo monastero di Clonmacnoise. La posizione in riva al fiume è fiabesca e le rovine circondate da croci celtiche e lapidi consumate dal tempo invitano alla riflessione. Saliamo in macchina desiderosi di goderci a pieno l’ultimo tratto della nostra avventura on the road, durante il quale, approfittando delle emozioni assorbite, facciamo un cauto bilancio della nostra breve vita.

Torniamo a Dublino per rivivere i nostri quartieri preferiti e godere per l’ultima volta della loro atmosfera elegante e rilassata. Rimaniamo colpiti dall’accoglienza premurosa dei proprietari del nostro ultimo bed & breakfast, che ci offrono una stanza della loro casa arredata con gusto e un posto per l’auto in garage. Non potremo mai dimenticare il vivido racconto del loro unico viaggio in Italia e il gigantesco uovo di pasqua alla menta di cui ci hanno fatto dono prima della partenza.

La fine è nel principio, eppure si continua.

Potrei forse continuare la mia storia, finirla e cominciarne un’altra.

Potrei forse gettarmi per terra. Piantare le unghie nelle crepe e trascinarmi avanti, a forza di polsi.

Sarebbe la fine e io mi chiederei che cosa mai l’ha fatta arrivare e io mi chiederei che cosa mai… perché ha tanto tardato.

Finale di partita – Samuel Beckett

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A presto e Buon viaggio!!

Chiara

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Nutrita dall’amore per la diversità e da una curiosità morbosa, giro il mondo con mezzi modesti alla ricerca della purezza e dell’essenzialità dell’arte del viaggio.

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Buon viaggio!

Chiara

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Wanderlust

Desiderio di andare altrove, oltre il proprio mondo. Intensa voglia di autosviluppo personale attraverso la scoperta dell’ignoto, affrontando sfide impreviste e conoscendo culture e stili di vita sconosciuti.

Le regole dell’itinerario perfetto

Viaggio “di stagione” Ci sono mete godibili solo in determinati periodi dell’anno e mete che, in base alla stagione, consentono itinerari di diversa natura. Cerca di avere sempre chiaro quando vuoi, o puoi, viaggiare prima di scegliere la tua destinazione. E se c’è una meta che proprio non vuoi perderti, assicurati di visitarla nel giusto periodo. http://www.quandoandare.info/ è il sito ideale per una pianificazione ponderata.

Viaggio consapevole Non pianificare mai un viaggio senza aver chiara la situazione sanitaria e politica della tua destinazione. Evita sempre mete instabili politicamente o per le quali sono consigliate precauzioni che non vuoi prendere. Non sottovalutare le informazioni atte a garantire la tua sicurezza e informati sempre sui documenti necessari al tuo viaggio. http://www.viaggiaresicuri.it/ è il sito della Farnesina fondamentale per una pianificazione consapevole. Se viaggi in un paese extra-europeo, sottoscrivi sempre un’assicurazione sanitaria con copertura adeguata e non dimenticare mai di iscriverti su http://www.dovesiamonelmondo.it/.

Viaggio strutturato Prenota sempre il mezzo che ti porterà a destinazione e che ti ricondurrà a casa solo dopo aver delineato la struttura dell’itinerario, così da non dover rinunciare a nessuna delle tappe o da non dover prolungare inutilmente delle permanenze. Prendi in considerazione gli alloggi fin dalla fase iniziale di progettazione, soprattutto quando carenti o pericolosi per il budget.

Viaggio sostenibile Cerca di pianificare il viaggio limitando l’impatto ambientale al minimo e sostenendo le comunità locali in ogni tua scelta. Preferisci il treno alla macchina e all’aereo, i campeggi, gli appartamenti e i B&B agli hotel, le attività artigianali o a conduzione familiare alle grandi catene, la bassa e media stagione alla alta. E se proprio non puoi fare a meno dell’auto, prediligi un mezzo ibrido e con cambio automatico. E se proprio non puoi evitare l’alta stagione, escludi le mete più gettonate o opta per gli orari meno affollati.

Viaggio equilibrato Non limitare l’itinerario alle attrazioni turistiche, ma cerca di creare un buon bilanciamento tra attività ricreative, immersive o di scambio culturale. Gli itinerari meno battuti sono quelli che regalano le soddisfazioni più grandi e che contribuiscono a rendere un viaggio personale e indimenticabile.

Viaggio fattibile Non porti obiettivi irrealizzabili e cerca di creare tappe ben dosate per evitare sovraccarichi in termini di spostamenti o attività. Meglio una giornata poco carica che possa permetterti di ripianificare, recuperare tempo in caso di imprevisto o di godere maggiormente di una specifica attività.

Viaggio rispettoso Rispetta sempre le regole comportamentali previste dal paese che ti ospita, legali, spirituali, culturali o ambientali che siano. Apriti nei confronti della diversità, imparando a conoscerla senza pregiudizio. Entra in contatto con i locali con rispetto, empatia e naturalezza.