Un itinerario di 7 giorni nella Sicilia occidentale del Trapanese, immerso nei colori e nei sapori di una terra resiliente, ricca di storia e di contrasti. Accolti da un calore atteso ma pur sempre sorprendente, viaggerete alla scoperta di angoli di paradiso, cullati da un mare cristallino e dall’umore instabile, ammaliati da un’eleganza decadente e sofisticata, bruciati da un sole insolente e brutale.
Periodo: Agosto 2021
Mezzo di trasporto: Aliscafo, Auto
Pernottamento: Appartamento
Visto il tempo a disposizione limitato e le distanze dai luoghi di interesse fattibili in giornata, abbiamo deciso di soggiornare stabilmente a Trapani, senza cambiare alloggio come d’abitudine. La scelta è stata azzeccatissima considerato che la città, con le sue medie dimensioni, è una continua scoperta. La sua movida frizzante, i buoni ristoranti e i negozi di qualità la rendono la base perfetta per esplorare il territorio circostante.
Per muoversi la macchina è purtroppo indispensabile, visti i mezzi pubblici piuttosto inefficienti. Noi abbiamo scelto una C3 nuova nuova dell’autonoleggio Good Rent a Car, che ci ha fornito una copertura assicurativa totale ad un prezzo competitivo. Per raggiungere le Egadi, visto il mio mal di mare, abbiamo utilizzato gli aliscafi della Liberty Lines, che vi consigliamo di prenotare con un po’ di anticipo per evitare sorprese. Se volete, potete ovviamente esplorare le isole dal mare con gite in barca giornaliere decisamente mozzafiato.
Il caldo della Sicilia è decisamente prepotente e insostenibile, quindi ricordatevi di non lasciare mai a casa cappello, protezione solare e acqua e di bilanciare sempre le esplorazioni dell’entroterra con delle soste al mare per rinfrescarvi.
Abbiamo purtroppo dovuto escludere le Riserve dello Zingaro e di Monte Cofano in quanto chiuse per rischio incendi. Se avete la fortuna di visitare la regione in periodi meno infernali, vi consigliamo di considerare anche queste tappe per la costruzione del vostro itinerario.

Accompagnate il vostro viaggio con Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, un classico siciliano senza tempo che vi trasporterà nell’atmosfera decadente del tramonto borbonico. Lasciatevi affascinare dalle immagini nostalgiche, dal tradizionalismo isterico, dalla forza di amori travolgenti e inesorabili e da un nuovo mondo determinato a stravolgere e annientare.
Leggete il diario di viaggio sulle note di Rosa Balistreri che vi porterà nel cuore autentico e straziante di una Sicilia dolorosa e vitale. “Cu ti lu dissi”, “Mi votu e mi rivotu” e “A virinedda” sono dei piccoli capolavori che vi faranno letteralmente ribollire il sangue.
GIORNO 1 Ascensione
Atterriamo di prima mattina, con poche ore di sonno alle spalle, in una Trapani decisamente bollente. Giusto il tempo di recuperare le valigie e facciamo subito conoscenza con una ragazza del posto che ci offre un passaggio per il centro città con la macchina del fratello Giovanni. La magia del Sud! Durante il viaggio in auto, Giovanni è una fonte inesauribile di informazioni e consigli che siamo costrette ad appuntare per non rischiare di dimenticare niente. Dopo aver ringraziato profusamente il nostro autista, prendiamo possesso del nostro curatissimo e centralissimo appartamento alla Casa Vacanze Tridente. Dopo una colazione sostanziosa al Bar della Piazzetta con un buon cannolo, ci mettiamo subito in marcia, intenzionate a raggiungere la collina di Erice con l’ovovia. Il tragitto a piedi sotto il sole è davvero sfiancante e vi consigliamo decisamente di evitarlo con una bella corsa in taxi. L’ovovia mette a dura prova le nostre claustrofobie e acrofobie, ma la vista sul territorio circostante è davvero impagabile e sarebbe stato un vero peccato rinunciarci. Ci perdiamo per i vicoli scivolosi del meraviglioso borgo medievale e non ci facciamo scappare un piccolo peccato di gola alla Pasticceria Maria Grammatico. Dopo le foto di rito al Castello di Venere, riscendiamo con l’ovovia rischiando l’ennesimo attacco di panico e, provate dal caldo, decidiamo di sostare alla prima spiaggia utile per rinfrescarci. L’acqua calma e cristallina ci fa riappropriare delle energie perse e ci permette di godere di un lungo aperitivo con un rinfrescante spritz siciliano.



La sera ci gustiamo un bel panino con polpo e panelle da Sapurito Street Food e prendiamo confidenza con la movida frizzante e folle di Piazza Lucatelli prima di crollare felici nei nostri letti morbidi.
GIORNO 2 Paradiso
La nostra escursione delle isole Egadi comincia con la solitaria e imperdibile Levanzo. Il borgo candido, dal sapore greco, è semplicemente incantevole e ci conquista subito. Decisamente meno battuta dal turismo di massa rispetto alle altre, l’isola ci dà l’impressione di essere approdate in paradiso. Dopo una camminata non breve ma sostenibile, passiamo la mattinata a Cala Faraglione per poi gustare un cabbucio ripieno in un minuscolo alimentari sulla strada principale del villaggio. Nel pomeriggio tentiamo un bagno a Cala Fredda, ma la calca è davvero insostenibile. Decidiamo così di tornare alla caletta della mattina, che con la sua acqua placida e cristallina e la vista scenografica ci fa definitivamente capitombolare. Dopo aver salutato a malincuore il luogo della nostra pensione, risaliamo sull’aliscafo, cullate da un mare calmo al limite della commozione.


La sera gustiamo una pasta alla Norma da urlo a Il Cuoppo del Porto, cercando di tradurre i proverbi siciliani dipinti sulle sedie coloratissime del ristorante con l’aiuto dei camerieri.
GIORNO 3 Inferno
Dopo una colazione corposa all’Antica Pasticceria Colicchia, risaliamo sull’aliscafo con direzione l’affollata Favignana. Dopo una traversata movimentata, prendiamo possesso delle biciclette che ci porteranno alla scoperta dell’isola. Abbiamo voluto fare le sportive affittando delle normali biciclette da città, ma, visto il caldo e i tratti non sempre pianeggianti, vi consigliamo senza esitazione le bicilette elettriche. Approdiamo sfiancate alla nostra prima tappa, Cala Rossa. La scogliera è decisamente poco agibile e necessiterebbe di scarpette da scoglio. Lentamente riusciamo a raggiungere l’acqua e a godere di un bagno rinfrescante. Il paesaggio è davvero meraviglioso e il mare più che invitante, anche se le numerose barche ormeggiate rovinano non poco la vista. Dopo esserci rifocillate all’ombra del baracchino in cima alla scogliera, cavalchiamo nuovamente le selle delle nostre biciclette in direzione di Cala Azzurra. Anche qui l’affollamento è fastidioso e gli scogli scomodi ma, dopo aver scovato un punto da cui raggiungere l’acqua facilmente, capiamo di aver trovato il nostro posto nel mondo. Torniamo in paese per un gelato e un rapido aperitivo prima di risalire sull’aliscafo per Trapani.


Ceniamo nel ristorante preferito di Giovanni, Poseidone, dove veniamo accolte alla stregua di regine e gustiamo per la prima volta i succulenti ricci di mare.
GIORNO 4 Il sale della terra
Prendiamo possesso dell’auto che ci accompagnerà per il Trapanese nei giorni successivi e partiamo subito verso sud alle volte della spiaggia di San Teodoro, con l’iconica Tonnara del Borrone a fare da sfondo. Il vento è molto forte ma non abbatte il fascino di questo luogo ai confini del mondo. Dopo una passeggiata verso il largo grazie all’acqua bassissima e un bagno veloce, ci fermiamo alla spiaggia dello Stagnone, incantate dalle centinaia di kitesurf colorati che sfrecciano nella baia. Pranziamo al bazar Oro Bianco, proprio di fronte alle scenografiche Saline di Marsala. Le distese colorate a perdita d’occhio sono semplicemente mozzafiato e ci immergono un un’atmosfera rarefatta e fiabesca. Purtroppo arriviamo con troppo anticipo rispetto al successivo tour per l’isola di Mozia, che decidiamo quindi di saltare, sostituendolo con un giro per il centro di Marsala. Dopo aver assistito all’arrivo di una splendida sposa alla Chiesa Madre del paese, ci perdiamo per i vicoli solitari per poi fare aperitivo in un’enoteca del centro con un delizioso Marsala secco.


Facciamo il bagno e un saluto al sole sul litorale a sud di Marsala per poi continuare la serata con una grigliata in spiaggia organizzata da dei ragazzi conosciuti la sera prima a Trapani.
GIORNO 5 Ama il prossimo tuo
Partiamo nuovamente in direzione sud, dirette stavolta alla spiaggia di Tonnarella che, dopo un viaggio immerso in un paesaggio incantevole, ci accoglie con acque placide e cristalline. Dopo esserci rinfrescate, raggiungiamo Mazara del Vallo che ci incanta con i vicoli della sua kasbah dal sapore tunisino. Ci perdiamo tra street art e messaggi di inclusione multiculturale, sorprendenti per una terra così complessa e isterica. Pranziamo con arancine e gelato al delizioso Bar Profitterol, cercando un po’ di refrigerio dal caldo asfissiante. Ripartiamo solo dopo essere sicure di non esserci perse neanche un angolo di questo luogo affascinante e misterioso. Non perdete la via del pensiero bambino che con la sua street art fanciullesca vi farà emozionare e sorridere. Scegliete la piastrella con il pensiero che più vi somiglia e tornate indietro nel tempo immergendovi in un romantico deja-vù. Dopo essere faticosamente riuscite a sfuggire in auto al maledetto labirinto di vicoli strettissimi del centro, torniamo a Trapani.



Ceniamo all’osteria I Vitelloni dello chef Gianni Zichichi, che ci regala la cena più deliziosa del viaggio e che non potete assolutamente perdervi. Continuiamo la serata all’enoteca Prosit con due ottimi bicchieri di Nero d’Avola a farci compagnia.
GIORNO 6 Purgatorio
Stavolta facciamo rotta verso il nord che, dopo un paesaggio mozzafiato, ci regala una bagno ristoratore alla scenografica spiaggia di Macari, con un entroterra roccioso indimenticabile a fare da sfondo. Purtroppo il vento di Scirocco sferzante rende insostenibile la permanenza e ci costringe a ripartire piuttosto frettolosamente. Raggiungiamo una San Vito Lo Capo affollatissima, che non ci convince completamente. Passeggiamo insoddisfatte per i vicoli turistici che non rispecchiano la nostra personalità e che ci fanno rimpiangere la solitudine esotica di Mazara del Vallo. Facciamo un bagno in una spiaggia rumorosa e poco affascinante, completamente sommersa da lidi attrezzati, che ci ricorda una Rimini ormai messa nel cassetto da troppo tempo. Dopo la foto di rito dal porticciolo, che permette di godere del paesaggio da cartolina della baia protetta dall’elegante Monte Monaco, ripartiamo per Trapani decise a farci un aperitivo al Nais Beach Club. Dopo due spritz inaugurali torniamo in centro a prepararci per la sera.



Ceniamo con le famose arancine del Pollero e passiamo la serata a ballare la musica brasiliana irresistibile dei Mereketen al Frida’s Bar.
GIORNO 7 Assabinidica
Riconsegniamo la macchina a malincuore e passiamo la giornata sulla spiaggia delle Mura di Tramontana della nostra amata Trapani, godendo finalmente dello splendido lungomare con la luce accecante del sole. Facciamo merenda con granita e brioche da Liparoti e assistiamo all’allestimento di Corso Vittorio Emanuele con le splendide luminarie della festa della Madonna di Trapani. Dopo un po’ di shopping e un aperitivo di saluto con Giovanni al Frida’s Bar, ci prepariamo per passare la nostra ultima serata trapanese. Ceniamo da Antichi Sapori e, dopo aver ballato come matte ad un concerto cittadino, consumiamo la nostra ultima serata di follie in Piazza Lucatelli, raccogliendo le forze necessarie per tornare alla vita reale.

La Sicilia lascia sempre un sapore particolare addosso, con i suoi rituali inebrianti e la sua cultura del bello. E’ incredibile come in poche ore ci si possa sentire a casa in un luogo così lontano dalle proprie abitudini. E noi non vediamo l’ora di tornare in questa casa inaspettata, di nuovo.
La verde isola Trinacria,
dove pasce il gregge del sole.
Omero “Odissea”
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A presto e Buon viaggio!!
Chiara









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